INTERVISTE

I ClayToRide, vivere la musica, fare l’amore ai concerti e Cardiff

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Dopo aver fatto la loro ultima data in Italia lo scorso 12 luglio allo Sherwood Festival, i ClayToRide sono partiti al volo per Cardiff.

Loro ora si trovano nella loro città adottiva e noi li abbiamo raggiunti metaforicamente per farci raccontare le loro storie, le loro avventure!

  1. Ciao Michele,Ciao Matteo,Ciao Stefano, come state? Come è andata allo Sherwood? Eravate carichi?  
    Ciao Beatrice! Stiamo benissimo, prima dello Sherwood eravamo carichi come delle molle, eravamo molto sul pezzo, molto concentrati e forse un po’ troppo sobri!
  2. Lo Sherwood Festival è un della realtà musicali italiane che più mi piacciono e una delle più riuscite. Ce ne sarebbe bisogno durante tutto l’anno o no?
    In Italia ci dovrebbero essere molti più Sherwood tutto l’anno , molti più luoghi dove poter organizzare concerti liberi. In Italia, purtroppo, c’è una carenza di posti dove poter suonare, mentre c’è una grandissima presenza di musicisti che han voglia di suonare.  Credo che la gente stessa voglia trovare un posto dove ascoltare musica e incontrare musicisti.
  3. Vorrei partire dal vostro nome, appena l’ho letto a me è venuto in mente l’organo sessuale femminile, è voluto oppure sono io che mi sono persa nei miei trip?
    Inizialmente il nostro progetto si chiamava esattamente Clitoride, poi abbiamo pensato che fosse un po’ troppo spinto, un po’ troppo azzardato e soprattutto visto che fin da subito abbiamo iniziato a cantare in inglese,ci sembrava fuori luogo con la lingua del progetto.
    Ad ogni modo non si limita al mero, ma alquanto importante, organo femminile bensì vuole anche riferirsi a quella che un po’ è la condizione umana costante forma in divenire, del continuare a plasmarsi giorno dopo giorno, scoprendo sé stessi, mischiandosi agli altri. Aggiungiamo pure che sia io, che Stefano, che Michele  facevamo skate quindi Clay To Ride potrebbe avere anche qualche riferimento alla tavola, più verso la questione surf,   vedere questa fanghiglia da calvalcare come un’onda !!
  4. Mi piace pensare che a volte l’ispirazione delle canzoni venga anche dall’ambiente naturale attorno. È stata in qualche modo anche  Vicenza di ispirazione, oppure lo sono stati ad esempio i diversi paesi che avete attraversato suonando in tour per l’Europa ? (ci stavo pensando mentre ascoltavo  Bologna) ..
    Sicuramente l’ambiente influenza l’essere umano ovunque e comunque, siamo stati influenzati da Praga, dalla nostra piccola e squallida città che è Thiene, da Bologna come tu hai citato. Soprattutto siamo stati influenzati dalle persone che abbiamo incontrato durante il nostro progetto e sicuramente questi incontri,  diventano sia spunti di riflessioni che luogo di confronto  e di conseguenza tutto ciò ci fornisce del materiale, delle storie da raccontare.
    This Town ad esempio parla in maniera molto palese di Thiene, anche se in realtà si può estendere il discorso in modo più generalizzato all’Italia, tant’è che basta analizzare il testo per capire quali sono le domande che vogliamo rivolgere  ai nostri ascoltatori, sperando di svegliare un po’ le loro coscienze ….. “is this what they will fighting for”….è questo quello che vogliamo,quello per la quale abbiamo lottato, che vogliamo difendere e proteggere, desideriamo qualcosa di più!  Vogliamo migliorare le nostre situazioni e  le nostre città, abbiamo ancora un senso civico  e nel nostro piccolo cerchiamo comunque di trasmettere un messaggio e per quanto possa essere sembrare negativo, vuole avere un lato positivo sempre…una vena di riscatto!
  5. Se doveste scegliere tre aggettivi per descrivere il vostro sound da “Age Of Innocence” del 2012 a “Worth Leaving”” quali usereste?
    Arrabbiato:  perchè si può delineare un sound molto più aggressivo,più forte, più potente, più diretto;
    Intimista e Struggente: perché comunque siamo cresciuti noi, di conseguenza è cresciuta la nostra musica, di conseguenza siamo riusciti a mettere più in gioco i nostri pensieri,le nostre sensazioni,  le nostre vite, i fatti che accadono a noi e che possono accomunarci ai nostri fan, alla gente che ci segue.  Proprio perché di base raccontiamo le nostre vite quello che accade che sono comuni situazioni ad ogni tipo di persona.  Di nuovo This Town o la stessa Glass Vessels vogliono raccontare attraverso anche le liriche,  la fragilità della condizione delle nostre generazioni, quelle fresche. Viviamo in un mondo dove non c’è più un futuro, è stato devastato dall’ attuale classe dirigente che appartiene a una generazione precedente alla nostra. Una continua ricerca di riscatto e di rivendicazione, c***o, del nostro futuro, della voglia di farcelo,  costruircelo attraverso la nostra musica e i nostri pensieri!
  6. Parlatemi un po’ della RED EYES DISCHI cos’è che vi ha spinto a contribuire alla sua nascita, è nata come una necessità? o semplicemente dalla voglia di creare qualcosa e condividerla con una stessa passione in comune?
    La Red Eyes Dischi è nata dalla voglia di unire le forze per creare qualcosa che rimanga e che possa contribuire a condividere la nostra passione e di conseguenza la nostra musica.
    Ripensando ai Doors..”they got the guns, but we’ve got the number..”, mi viene un po’ da pensare che il numero può veramente cambiare le carte in tavola. Nel senso che questa unione può allo stesso tempo contribuire ad aprire orizzonti ad invogliare la gente a credere nella musica, a credere in quello che pensa, nella voglia di trasmettere le proprie emozioni, i propri sentimenti, i propri pensieri al prossimo.
    Sicuramente una cosa necessaria da fare a Thiene e nella nostra provincia e in ogni caso siamo attivi anche oltre l’angusta e piccola provincia e anzi siamo aperti a qualsiasi realtà. Importante credere in tutto quello che si fa, farlo nei migliori dei modi e con la maggiore determinazione possibile.
  7. Ho visto che siete affiliati a Soundreef, un’interessante alternativa alla SIAE è davvero così?
    Quasi tutti i componenti di Red Eyes Dischi sono affiliati a Soundreef e invito tutti a seguire, lo streaming che è avvenuto dall’incontro tra Pisi dei DUVALIER e Lucian Beierling, coordinatore marketing & comunicazione di Soundreef, che è stato gentilissimo. È venuto poco prima  del nostro concerto allo Sheerwood  a spiegare ed approfondire cos’è Soundreef, che è una validissima alternativa alla SIAE. Rispetta tutte le funzioni che promette, è efficiente ed è puntuale nei pagamenti e di conseguenza consiglio ai musicisti che stanno leggendo di approfondire  davvero Soundreef, alla portata di qualsiasi nuova realtà nuovo progetto! 
  8. Ora siete a Cardiff, la città dei miei amati The Loves, ma anche dei Manic Street Preachers,dei Los Campesinos, che città! cos’è stato che vi ha fatto scattare la scintilla per prendere questa decisione? e poi come si chiama il cane che, si dice,  vi accompagnerà in giro in tour sul vostro camper?
    Cardiff è stata scelta per diversi motivi oltre a quello musicale. Già sapevamo di cadere sul morbido, tant’è che conta circa più di 100 live gigs a sera e inoltra detiene  il record dei club, dei pub dove si suona, di tutto il Regno Unito. Qui oltre che avere la possibilità di suonare tantissimo, abbiamo anche la possibilità di lavorare dignitosamente e di studiare.
    Per quanto riguarda DEA, il nostro cane, non credo ci accompagnerà in tour, già si è fatta 2000 km per arrivare fin qui, è pur sempre un cane per quanto buono che ci sopporta molto. Quindi credo che solo per qualche veloce tour magari si, sarà con noi  in tour come mascotte!
    Cardiff la consiglierei anche a mio figlio, il futuro qui è molto più direzionato verso i giovani e i concerti finiscono si presto, ma sono talmente tanti che il vecchietto non riesce a dormire così serenamente come fa in Italia….
  9. Una domanda che adoro fare è qual’è il luogo che preferite per ascoltare musica (non live)?
    Rispondo in maniera personale,quindi non so se sia lo stesso pensiero di Michele e Stefano.
    Io amo ascoltare musica principalmente la sera, anche se posso ascoltarla tutto il giorno ogni giorno e possibilmente a letto. Dove i muscoli si distendono e il cervello riesce a concentrarsi solo sulle musiche e sulle liriche
  10. Un consiglio per chi verrà a vedervi ai prossimi concerti?
    Non portatevi i tappi che tanto sono inutili, vestitevi comodi che tanto vi garantiamo degli show eccezzionali dove pogherete, salterete,ballerete e farete all’amore comeee non mai!!!

 

In bocca al lupo ragazzi!

Grazie per le good vibes che mi avete trasmesso ascoltandovi!

Magari ci si vede a Cardiff!

Beatrice Dusi