INTERVISTE, MEDIAPARTNER

TRICK OR TREAT: tra conigli e happy power metal

 

Intervista a cura di Simona Luchini

I Trick or Treat sono una band power metal italiana originaria di Modena, composta da Alessandro Alle Conti (Voice),  Guido Benedetti (Guitar),  Luca Venturelli (Guitar), Leone Villani Conti (Bass) e Luca Setti (Drums)

In attesa del loro live al Taragna Fest di sabato 1 luglio, ho incontrato Alle per una breve intervista

 

I Trick or Treat nascono in origine come cover band degli Helloween per aprirsi dopo appena due anni ad un proprio spiraglio musicale. Questa scelta vi ha aiutato a farvi notare e a trovare maggior spazio nella scena metal?

Certamente,  anche perchè, secondo il mio punto di vista, se suoni cover non fai parte di una scena, suoni brani di altre band che fanno parte di qualche scena..facendo cover hai sicuramene più occasioni di suonare e più richiesta da parte dei locali, almeno all’inizio, ma sulla lunga se hai la costanza e della buona musica da proporre, gli sforzi pagano.. Suonare cover può essere divertente, noi stessi con i trick ci divertiamo ancora a reinterpretare qualche brano di tanto in tanto; tuttavia se fai solo quello, a livello discografico, non esisti..Se artisticamente parlando senti di avere qualcosa da dire, devi scrivere le tue canzoni.. Detto questo, conosco tante persone che scrivono la loro musica e per guadagnare qualcosa suonano in tributi o cover band, ed è una scelta rispettabile, oggi giorno se insegui il sogno o il desiderio di vivere “di musica” devi per forza integrare con qualcosa di collaterale, come ad esempio lezioni o produzioni musicali o, appunto, cover o tribute band..

 

Photo Credits Valentina Malavenda

 

Ora che avete affermato la vostra immagine personale come band nella scena metal,  quali credete siano le caratteristiche indispensabili per mantenere e raggiungere livelli artistici e musicali sempre più alti?

Scrivere ottimi album rimarrà sempre il segreto principale, tuttavia sempre più spesso mi accorgo che tante band cercano do trovare una precisa connotazione e riconoscibilità al di fuori della musica, mi vengono in mente band come sabaton, powerwolf etc..noi negli anni abbiamo sempre perseguito un taglio che fosse diciamo..poco “serioso” ma non è stata una scelta fatta a tavolino, è un attitudine che ci piace avere anche al di fuori della musica direi..

Parliamo del vostro concept album basato sul libro di Richard Adams: Rabbits’ Hill pt. 1 ,uscito nel 2012 e a distanza di tre anni, a luglio del 2016,  è uscito Rabbits’ Hill pt. 2. Quali sono le differenze sostanziali tra i due  e cosa è cambiato dai precedenti  Evil Needs Candy Too (2006)  e Tin Soldiers (2009)?

La differenza sostanziale che i due “Rabbits” sono dei concept, e che quindi abbiamo dovuto seguire delle atmosfere prefissate già descritte nel libro per creare un lavoro più vicino all’opera originale. Probabilmente per fare questo abbiamo sacrificato un pò la vena “happy” che era presente nei primi 2 album.. ci rifaremo in futuro, comunque;)

Artwork e copertina del concept sono state curate da te Alle.  Accostando le immagini dei due Rabbits’ Hill si compone una nuova immagine. Anche il booklet ha richiesto sicuramente un certo studio, visto che sono state realizzate illustrazioni quasi per qualsiasi canzone. Cosa puoi dirci in merito?

Si ho impiegato molto tempo per creare le illustrazioni degli album, però generalmente sono molto contento del prodotto finale…è un piccolo incentivo per tutte le persone che hanno ancora voglia di premiare le band comprando e collezionando i loro dischi..

Avete avuto guest come Andre Matos, Kiske, Luppi, Kakko e molti altri. Come sono nate queste collaborazioni?

Negli anni abbiamo avuto la fortuna di lavorare con molti dei nostri cantanti preferiti.. molti, come Kakko, Matos, Luppi o Sara Squadrani, sono persone che abbiamo conosciuto on stage durante tour o concerti..quindo abbiamo semplicememnte chiesto;)
per Kiske  e Owens abbiamo chiesto e mandato il materiale via mail..e per fortuna hanno accettato!

 

I vostri video possiamo definirli quasi dei “cortometraggi”. “The Great Escape”, si ricollega al video di “Rabbits Hill”. E’ in arrivo un terzo video?

Si, negli ultimi annni abbiamo puntato molto sui video cercando di creare dei prodotti di qualità, pur avendo budget molto limitati per quello che avevamo in mente.. L’idea per i 2 album  di Rabbits’ hill era proprio quella di creare una sorta di cortometraggio dedicato al concept di “watership down”..pensa che solo per il video di “great escape” ci sono più di 40 comparse e attori truccati da coniglio, e ognuno necessitava di quasi mezz’ora di trucco! Abbiamo avuto un enturage di collaboratori fantastico..
Non So cosa faremo in futuro, su youtube  e sui social è troppo forte il concetto di viralità a tutti i costi.. e  purtroppo viralità corrisponde quasi sempre a stronzate abominevoli…quando ti  ritrovi a vedere le views che fanno certi personaggi come bello figo o robe del genere, ti passa la voglia di investire settimane di lavoro e riparmi provando a fare qualcosa di qualità..

 

Ho avuto il piacere di sentirvi dal vivo l’anno scorso e al Music for Emergency , quindi non posso dire nulla. Cosa si deve aspettare la gente che verrà a vedervi per la prima volta?

Speriamo che si divertano parecchio così che tornino ancora!

Cosa pensate della scena metal in Italia? E di quella Europea?

La scena Italiana sta crescendo molto e rapidamente.. siamo tornati recentemento da un lungo tour europeo con DGM e Secret sphere, e skeletoon per alcuni shows, credo che fosse uno dei primi tour europei composto da sole band metal italiane.. probabilmente riproporremo lo show anche fuori dall’europa,  vedremo!

Tour e prossime date?

Abbiamo ancora alcuni show estivi, e in autunno dovremmo suonare in messico, diciamo che è stato un anno intenso, oltre il tour europeo abbiamo suonato in Jappone per la prima volta ed è stato incredibile.. ora stiamo già per annunciare qualcosa riguardante il nuovo materiale..quindi state sintonizzati!

 

 

Photo Credit Valentina Malavenda

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