EDDA @ Milf 4.0 – Teatro dell’Acquario – 24 Aprile 2017

Foto e testi di Antonio Bastanza

Partiamo dalla fine, anche se fa tanto spoiler e lo spoiler, si sa, è una cosa un po’ da bastardi.

 E’ passata più di un’ora dalla fine del concerto di Edda al Teatro dell’Acquario di Cosenza e lui è al banchetto del merchandising, con quel sorriso timido e impacciato che te lo fa voler bene appena lo vedi,  assieme a un manipolo di persone che a turno si avvicinano a chiedergli qualcosa; da una foto insieme all’autografo sul nuovo, meraviglioso, disco Graziosa Utopia. Qualcuno arriva a chiedergli se la sera prima del concerto del 1 maggio 1994 lui o qualcuno dei Ritmo Tribale, band milanese che ha fatto la storia del rock italiano degli anni ’90, fosse andato a vedere gli Afterhours che si esibivano a Roma, dato che ricordava di aver visto qualcuno di loro nel locale.

Tutti, ma proprio tutti, con in viso la stessa espressione di gioia che ha un ragazzino che incontra per la prima volta il suo idolo.

Ecco, questa sorta di “rapporto un po’ celestiale” è proprio quello che si crea tra Stefano Edda Rampoldi e chi va ad ascoltarlo dal vivo.

L’evento, si è svolto presso il Teatro dell’Acquario, all’interno della rassegna M.I.L.F. 4.0 da Il Filo di Sophia, associazione che, coi suoi quasi dieci anni di attività con più di 200 tra seminari, proiezioni, mostre, performance musicali e teatrali, costituisce una delle realtà culturali più importanti della città.

Edda non era mai stato in Calabria, e buona parte dei presenti non aveva mai avuto il privilegio di vederlo dal  vivo, eccetto qualcuno che lo ricordava come frontman dei Ritmo Tribale, ormai una vita fa. Basterebbe questo, oltre all’ovvia curiosità di ascoltare come sarebbero state dal vivo le meravigliose canzoni del suo ultimo disco, a giustificare l’atmosfera di elettrica attesa che precedeva l’inizio del concerto.

E le attese sono state totalmente ripagate: Edda è una voce unica nel panorama italiano, per quello che canta e per come lo canta, il suo concerto è un concentrato di emozioni: vero, vibrante, vivo.
Nelle sue canzoni Stefano è Semper Biot, sempre nudo, senza barriere né difese, talvolta dissacrante talvolta talmente sincero da essere disarmante, e questo chi lo ascolta, anche per la prima volta, lo percepisce subito, lasciandosi trascinare in quel vortice empatico che si crea tra il cantante milanese e il suo pubblico.

 Il Santo e il capriolo e una coinvolgente Benedicimi sono l’incipit di una cavalcata di un’ora e mezza in cui atmosfere eteree e fluttuanti si  sono alternate a raffiche rock taglienti come lame, in quello stile inimitabile che caratterizza da sempre il cantante milanese.

Edda, accompagnato dai fidi Luca Bossi e Fabio Capalbo, produttori e arrangiatori dell’ultimo disco, a cui si è unito il chitarrista Francesco Capasso,  pesca nella scelta delle canzoni che compongono la scaletta, anche da Semper Biot e Stavolta come mi ammazzerai, passando da Stellina a Pater, da Tu e le rose a una dirompente Mademoiselle, L’innamorato e Coniglio Rosa fino a una dolcissima doppietta MilanoSaibene, davvero da brividi.
Peccato solo per il fastidioso problema tecnico che ha disturbato l’esecuzione di Spaziale, uno dei brani più attesi e amati dell’ultimo album, lasciando con l’amaro in bocca il pubblico in sala.
Al netto di questo piccolo neo, una serata che i presenti difficilmente dimenticheranno, con nel cuore la speranza che questo sia il primo di una lunga serie di concerti di Edda nella nostra terra.