28-05-16 Tortoise “The catastrophist” @ Latteria Molloy – Brescia

Visto che sei qui, ci sarebbe un concerto carino da andare a vedere…
Così, per telefono, mi veniva comunicato un accredito foto per i Tortoise, una delle band post-rock mito degli anni ’90. Quando in Illinois, oltre i nazisti odiati da Jake ne “The Blues Brothers”,  si faceva del rock sporco e cattivo.
Purtroppo, oltre la pancetta e i “23 dollari e 12 cents”, non ho molto in comune con John Belushi, ma l’idea di vedere dal vivo una band che ha rivoluzionato il rock come il film di John Landis (The Blues Brothers, ndr.) abbia rivoluzionato il modo di concepire la dicotomia film/musica all’inizio degli anni ’80, mi rendeva elettrico.
Per questo concerto (e per quello di Ilaria Pastore, recensito qui) ho sopportato aerei, treni, bus, un caldo impressionante, omini dei treni che non sanno dare indicazioni e quasi tre giorni con uno zaino pieno di tutto sulle spalle.

Arriviamo alla Latteria Molloy che ancora stanno trasmettendo la partita di calcio più lunga della storia (o a me è parsa così, ndr). La Latteria, alla fine dei tempi regolamentari, ha iniziato a rumoreggiare per l’impazienza. Poi finita la partita, spente le luci e accesi i fari del palco, tutto è tornato come ci si aspettava.

L’aria sembra rarefatta, i movimenti sono sicuri, studiati fino al millesimo. I Tortoise salgono sul palco, direttamente agli strumenti (due batterie, due xilofoni, due chitarre, tre tastiere e un basso), il pubblico è tesissimo, ha aspettato troppo. Inizia il concerto.

Capisci subito che i Tortoise sono nel loro ambiente naturale, tutto va come deve andare: i cambi agli strumenti, le batterie suonate a tempo e controtempo, i distorsori, insomma tutto ti dice che questi cinque Yankee sanno quello che fanno e che sono loro che hanno inventato il post-rock. Non puoi farci nulla, la potenza della sezione ritmica si fonde alla perfezione con i toni più dolci degli xilofoni o con le distorsioni delle tastiere o all’acidità delle chitarre e il viaggio onirico nella musica dei Tortoise continua.

Foto: Michele Quartucci

 

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