Cecco e Cipo @ Flog – Firenze, 19 Marzo 2016

Dopo il #vaccaboiaTour che li ha visti protagonisti per 100 volte sui palchi di tutta Italia nel corso del 2015, una inarrestabile presenza sui social con oltre 100.000 fan su Facebook e una tornée a Ottobre 2015 con Francesco Tricarico, Simone Ceccanti e Fabio Cipollini, alias Cecco e Cipo, tornano a intrattenerci con un nuovo tour portando in gita il loro ultimo lavoro, uscito l’11 Marzo 2016 per Labella studio e intitolato “Flop”. Il 19 Marzo, per la terza data del tour, sono approdati a Firenze sul palco della FLOG.

Ad aprire la serata verso le 22, è il duo “I Camillas” formato da Ruben Camillas (chitarre, xilofono, voce) e Zagor Camillas (tastiere, cimbalo, voce). Anche loro, come Cecco e Cipo, hanno preso parte a un talent nel corso del 2015. Dopo aver superato le selezioni di “Italia’s Got Talent”, sono riusciti a conquistare sia il pubblico che la giuria (Bisio, Littizzetto, Incontrada, Zilli, Matano) e ad arrivare fino alla fase finale del programma.

Con il loro genere che autodefiniscono “pop minimal hardcore” e le loro canzoni un po’ surreali e stralunate, a volte monotematiche, hanno intrattenuto il pubblico per 40 minuti buoni. Sin da subito hanno instaurato una sorta di dialogo/monologo con il pubblico presente, presentando se stessi e le loro canzoni. La loro presenza scenica è certamente coinvolgente e hanno attinto brani dai loro tre album come ad esempio Giovane Donna, Bisonte, La Canzone Del Pane, Il Gioco Della Palla.

A fine spettacolo hanno salutato il pubblico, ringraziando Cecco e Cipo per averli ospitati sul loro palco e asserendo che “tutte le cose belle di questo sabato sera succedono solo alla Flog”!

Dopo qualche minuto dedicato alla sistemazione del palco, le luci si sono spente e sulle note de “I Simpson” e di altri programmi televisivi e non, sono saliti sul palco Cecco e Cipo, accompagnati dalla loro band: Roberto Boa Bochicchio al basso, Dimitri Olmo Romanelli alla batteria, Matteo Maestro Calugi alla tastiera, con la partecipazione di Federico Gasparri alla chitarra.

Iniziano lo spettacolo suonando Rosa e continuando con La Licenza Di Tuttologo e Ninna ritroviamo subito quella teatralità quasi improvvisata che li aveva accompagnati anche nel precedente tour. Abbiamo un Cipo intrattenitore del pubblico, che salta, balla, corre sul palco contrapponendosi al tranquillo e “timido” Cecco che non si stacca mai dalla sua postazione e dal suo microfono, sempre con la chitarra a tracolla. Ritrovare questa genuinità che maschera una presenza scenica più consapevole di sé e un evidente miglioramento musicale, è comunque un tratto piacevole di tutta la serata che rende fluido lo scorrimento delle canzoni e allo stesso tempo intrattiene il pubblico senza lasciargli il tempo di annoiarsi. Ad esempio, quando stavano presentando il brano Jazz Club, con la partecipazione del trombettista Renato Cantini, hanno dovuto improvissarsi a causa di problemi tecnici allietandoci con la sigla de “Il Principe di Bel Air”.

Ma nonostante questo lo spettacolo continua fluido alternando alle nuove canzoni fra cui, ovviamente, il primo singolo estratto dal cd Non Voglio Dire, brani più conosciuti come Orazio, Zigulì, Be e l’immancabile Vaccaboia che tanto li ha resi famosi durante la loro partecipazione alla ottava edizione di XFactor. Si arriva così alla fine della prima parte del concerto e sulle note di Stella d’Irlanda Cipo presenta il gruppo al pubblico, i quali ringraziano e lasciano il palco per qualche minuto. Chiudono poi la serata con le ultime tre canzoni, salutando il pubblico della flog sulle note di L’Inviato su Marte e con la classica foto di rito!

Nel complesso tutta la serata, a partire dall’esibizione de I Camillas che si allineano sia per i trascorsi che per i modi di “intrattenimento” a Cecco e Cipo, è passata leggera e trascorsa veloce. Si ha quasi l’impressione di non essere di fronte a un vero e proprio concerto ma davvero, come già detto, a uno spettacolo d’improvvisazione con le conseguenti gaffe, gli intoppi tecnici o i banali errori presentando una canzone quando invece ne sta suonando un’altra. In tutto questo si riesce davvero a percepire la naturalezza e la bravura degli artisti che ti trovi davanti, anche nel riuscire a mandare avanti lo spettacolo qualunque cosa succeda. Si assiste a uno show un po’ folle un po’ matto in cui non è impossibile non partecipare quando ti viene chiesto di ondeggiare, di saltare, di cantare o semplicemente di ascoltare.

 

Autrice: Iolanda Cacozza

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