PUGNI NEI RENI – BELLO, MA I PRIMI DISCHI ERANO MEGLIO

“Bello ma i primi dischi erano meglio”: I Pugni nei reni e il loro rock-blues spolverato di elettronica

Bello ma i primi dischi erano meglio” , album d’esordio auto prodotto del gruppo bergamasco PUGNI NEI RENI è uscito il 27 febbraio 2016.

Il duo, tutto chitarra, percussioni e una spolverata di elettronica, composto da Giacomo Fadini e Christian Paganelli ci presenta un disco dove il titolo è  una frase fatta, una comunicazione inutile sulla musica, ci preannuncia  l’assenza di significato che  vogliono comunicare.

Provocazione supportata anche dalla grafica della copertina apparentemente non curata, in bassa definizione e lasciata al caso.

L’album contiene nove tracce, quasi tutte composte da testi con parole inventate o accostate in modo casuale. Un disco apparentemente  in inglese, ma che in realtà è privo di un linguaggio decifrabile. Una scelta ben precisa che mette in luce volutamente una comunicazione priva di significato come critica alla comunicazione stessa, come specchio del suo degrado.

Nove tracce e un mix di generi che vengono amalgamati perfettamente tra loro durante lo scorrere delle tracce.

Partiamo da “Babuzzi“, traccia d’apertura del disco, caratterizzata da una meravigliosa voce roca e delle sonorità rock blues, passiamo a chitarre acute, falsetti, sonorità elettroniche e rockabilly.

I Pugni nei reni sono a loro modo “anarchici”, vanno ascoltati e non letti, perché il loro disco è composto, suonato e prodotto davvero molto molto bene.

Tracklist

1.  Babuzzi

2.  Drop

3.  Morning brunch

4.  Jake come back to his hometown

5.  Garage

6. Il nuovo che avanza

7. Risposte di circostanza alle domande esistenziali di Jane Fonda

8. Il Rock ‘n’ Roll

9. Il valzerino dell’amore

Autrice: Simona Luchini

 

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