INTERVISTE

INTERVISTA A “IL FIENO”- NEVERLAND FESTIVAL 2015

Sabato 2 Maggio, in occasione del Neverland Festival, abbiamo incontrato al Bloom di Mezzago IL FIENO.
L’ultima pubblicazione è il disco “I vivi”, pubblicato nel febbraio 2015, un disco che racconta il quotidiano, attraverso le sconfitte, gli arrivi e le partenze, dal freddo della pianura padana a Berlino e ritorno, dai propri occhi a quelli dei personaggi che popolano gli otto brani dell’ album.

1. Lo scorso febbraio è uscito I Vivi che sarebbe il vostro primo disco che è pero stato preceduto da due ep il primo uscito nel 2012 “Il fieno” e il secondo, “I Bambini Crescono” uscito nel 2013. Quali sono state le condizioni che vi hanno portato alla decisione di realizzare un disco? Cosa è cambiato, secondo voi, dai precedenti EP?

“In primis la formazione, quella nuova ha permesso stabilità e ha creato le condizioni per pensare ad un lavoro completo.

La voglia di fare un disco c’è sempre stata ma non c’erano le condizioni umane e artistiche per farlo prima, non perché ci si trovasse male nella precedente formazione, ma anche a livello prettamente pratico e organizzativo non ci si riusciva a combinare.

Alcune canzoni erano già in fase di sviluppo ma non erano mai state arrangiate davvero, prima con Gianluca e poi con Paolo alla batteria siamo riusciti davvero a stabilizzarci, siamo riusciti a trovare un mondo, una direzione e un’attitudine definitiva, prima erano prove tecniche.”

2. Il video di “Hiroshima” è stato a lungo in rotazione su MTV italia per la categoria new generation ed è stata una vetrina importante. Avete mai pensato al pubblico che vi ascolta? La vostra musica è diretta a un tipo di pubblico particolare?

“Secondo noi è un presupposto sbagliato scrivere una canzone per qualcuno, devi scriverla perché hai bisogno di dire qualcosa, poi se c’è qualcuno che ci si ritrova è la quadra perfetta.

Non credo che abbiamo ancora ben capito quale sia il nostre pubblico, abbiamo dei riscontri, ma non ci sembra omogeno in età o tipologie di persone.

Noi per ascolti non siamo dei puristi dell’alternativo a tutti i costi o dello strano a tutti i costi ma non siamo nemmeno dei patiti della musica più patinata e mainstream.

Vorremmo arrivare a più persone possibili mantenendo comunque un’integrità artistica.

Non abbiamo un pubblico di riferimento, perché siamo una band che scrive canzoni prima ancora di pensare al tipo di suono anche se abbiamo un mondo da cui veniamo e degli ascolti che ci ispirano, ma per noi è fondamentale scrivere canzoni.”

3. Quale brano de I Vivi sentite particolarmente vostro? Quale vi rispecchia di più?

“Per Gianluca, Alessandro e Paolo è Hiroshima, anche se forse come suono è quella che ci rispecchia meno.

Per me, Gabriele, è senz’altro Dal conseguimento della maggiore età, soprattutto a livello di testo, poi musicalmente siamo soddisfatti di tutte.”


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4. Come vivete la dimensione del live? Quali sono le sensazioni che provate prima e com’è il dopo?

“Il prima è sempre un momento di raccoglimento, anche se il luogo e l’evento sono molto importanti, bisogna pensare a cosa si sta per fare per suonare al meglio.

Dopo, se suoniamo bene, abbiamo voglia di fare festa.

Cerchiamo di fare bene per meritarci la festa.

Anche se spesso quello che senti tu che suoni non corrisponde con ciò che prova chi ti sta ascoltando e spesso dipende anche da come stai tu che suoni.”

5. Pochi giorni fa è stato diffuso il video di “Poveri Stronzi” dove si susseguono volti di persone diverse. Che correlazione c’è tra il video e il brano? Che cosa volevate suscitare in chi lo guarda?

“ Il video l’ha studiato completamente Lorenzo Silvestri, che ne è stato il regista.

La correlazione è abbastanza stretta, i “poveri stronzi” siamo principalmente noi e chi poi ci si riconosce in quel testo, abbiamo parlato di noi sperando di parlare anche di altri, sperando che fosse una situazione condivisa.”

6. Cosa vi aspettate dai prossimi mesi? Avete progetti per il futuro?

“Abbiamo avuto delle date invernali abbastanza serrate e per cui siamo molto contenti, adesso stiamo pensando di definire alle date estive.

Da Gennaio ad oggi abbiamo praticamente suonato tutti i weekend e adesso bisogna appunto definire le date estive.

Ci prenderemo un mese dal tour invernale a quello estivo per fermarci e magari cominciare a scrivere qualcosa per il prossimo disco, dopo l’estate abbiamo in programma di pubblicare il quarto singolo tratto dal disco e pensiamo di continuare i live fino a Dicembre, per poi fermarci definitivamente e lavorare al prossimo disco. “


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Autrice: Martina Marzano

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