GIOVANNI TRUPPI / GIOVANNI TRUPPI

Giovanni Truppi (Woodworm/Audioglobe 2015), ultimo lavoro omonimo del musicista napoletano che ci aveva stupiti con Il mondo è come te lo metti in testa (I Miracoli-JabaJabaMusic/Audioglobe 2013), è un disco covato dopo la cacciata del primo uomo dall’Eden. Le sensazioni di estraneità e spaesamento accomunano, infatti, questi dieci pezzi in cerca di una direzione tra rock, punk e cantautorato, con riconoscibili influenze jazz, impreziositi dalla partecipazione di Beppe Scardino al sax e Gabriele Lazzarotti al basso.
Truppi dichiara di aver voluto allontanarsi dall’autobiografismo che aveva caratterizzato il disco precedente: ne risultano dieci storie in cerca di nuove coordinate geografiche e ideologiche, dieci ritratti di personaggi che vagano fuori dal paradiso terrestre in cerca di se stessi. L’autore, invece, sembra aver imboccato la direzione giusta, conquistando al primo ascolto coi suoi spericolati equilibrismi tra nichilismo post-punk (Hai messo incinta una scema), gusto per il paradosso (Stai andando bene Giovanni, Alieno!) ed elegia scanzonata (I pirati). Il merito di Truppi è quello di aver fatto esplodere il microcosmo intimo di Il mondo è come te lo metti in testa, senza perderne la freschezza, per abbracciare una prospettiva universale. Questo approccio tocca il suo culmine nell’atmosfera rarefatta e commovente di Eva, che racconta la storia di Adamo ed Eva e il loro fragile paradiso quotidiano.


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In questo viaggio extraplanetario, programmaticamente sghembo, libri e fumetti sono i compagni di strada privilegiati: tra le righe compaiono Superman, Mark Twain, Carl Gustav Jung, e un inaspettato Antonio Moresco che ha collaborato con Truppi per creare una versione musicale della Lettera a Papa Francesco I. Truppi racconta le relazioni tra uomini e donne con delicatezza e onestà rare, ma riesce anche a spiazzare la retorica di genere capovolgendola, in Superman, come aveva già fatto con Cambio sesso per un po’.
Giovanni Truppi è infine un disco che si interroga sulla scomparsa di Dio e del Diavolo e sul destino degli esseri umani. Nel dubbio che esista qualcosa al di là del tangibile l’irrazionale irrompe nel quotidiano (Il pilota è vivo), e la storia dell’uomo viene riletta dal punto di vista di un bambino, che infine decide di abbandonare la Terra e Dio (Tutto l’universo). Truppi non teme di prendere posizioni anche sul nostro presente e lo fa col suo caratteristico recitato in Conversazione con Marco sui destini dell’umanità: «La libertà, che è stato lo spauracchio di tutte le tirannie nei secoli dei secoli, adesso non fa paura ma fa soldi».


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Autrice: Gianna D’Agostino
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