PERFECT LAUGHTER / SYCAMORE AGE

Perfect Laughter è avanguardia! Potrebbe bastare questo pensiero così banale a convincervi ad ascoltare i Sycamore Age? No?! Allora…
Arrivano da Arezzo, ma parlano un linguaggio universale e innovativo. Non so, dal punto di vista antropologico, quanto possa aver inciso nella formazione della band la città toscana, ma per l’ascoltatore sicuramente si rivela fin da subito un nonluogo. Potrebbero benissimo essere nati in una fredda cittadina scandinava, in uno scantinato in Scozia o in un garage di una villetta americana, il tutto trascende ciò che vogliono e riescono ad esprimere con la loro musica.
Le prime due tracce introducono all’album in modo sottile e raffinato soprattutto con Noise of Falls che a me ricorda tanto qual gran pezzo di musicista che è Matt Elliot. Dopo la potenza evocativa di Daliache noi di Dafenproject avevamo già inserito nella nostra compilation “72” – l’album diventa illegale. Non sono ancora riuscito a capire se ascolto l’album perchè mi piace o se mi piace perchè l’ascolto. E’ tremendamente ipnotico e rapisce l’ascoltatore gettandolo con veemenza in un vortice di psichedelia e atmosfere gotiche.
L’intramezzo di Diorama è la perla dell’album: con il suo minuto e cinquanta e i suoi cori solenni e rigorosi fa da spartiacque, fino ad arrivare ai due pezzi finali (In the Blink of an Eye e Monkey Mountain) che si presentano sicuramente meno sostenuti rispetto ai precedenti e chiudono l’album in modo più arioso.
Arrangiamenti perfettamente congeniali al genere per un album sicuramente riuscito che ruba molto come sonorità, rimescolandole in chiave post-moderna, a White Album e Sgt. Pepper’s Lonely.
Sembra quasi che qualcuno ti prenda per mano e ti faccia girare su te stesso in un miscuglio di colori (come quello della copertina dello stesso album) e ti lasci solo in prossimità degli ultimi due brani.
L’album perfetto per gli stati alterati di coscienza.


Consulta anche: Agenda Concerti


Autore: Antonio Pistone
red_arrows