APRÈS LA CLASSE LIVE @ FLOG – FIRENZE, 21.02.2015

Un ottimo riscontro di pubblico per il collettivo salentino Après La Classe che si propone di infiammare una fredda serata di fine febbraio dell’Auditorium Flog. Ad accendere la miccia i pisani Venus In Furs che esortano le prime file a sudare come si deve sulle note dei loro pezzi, tagliati più che mai alla violenza live. Un’apertura che è un vero e proprio compendio della musica che stanno portando in giro per l’Italia: Io Odio Il Mercoledì, Las Vegas, Nefasta In Testa, Non Ti Chiederò Mai, Leggins, Anita, Cecilia E La Famiglia, Nel Nome Del Padre. A ritmo serrato questi ragazzi dimostrano che calcare grossi palchi, a breve, sarà davvero affar loro.


Leggi anche: Afterhours @ Teatro Augusteo Napoli – 16.02.2015


Giusto il tempo del cambio palco ed è subito Puglia. Cesko, Combass, Puccia, Giammy ed Alex salgono sul palco e palesano la loro intenzione di uscirne madidi di sudore e scossi dal folle ritmo: parte I Just Wanna Fly seguita da La Grande Mela ed Il Miracolo. Ma non ci si può fermare perché c’è ancora spazio per Non Resterà Niente e Parentesi In Musica. Cesko più di tutti salta, balla, urla e si dimena, guarda il pubblico intensamente, poi guarda il cielo. E’ una continua smorfia di ritmo e passione, sollecitazioni per il collo, difficoltà a stare fermi. La folla è già conquistata. Ci sono i fan della prima ora ed i giovanissimi, ma perfettamente amalgamati, e ci sono sguardi d’intesa fra tutti, come a dire “qui radiamo al suolo il locale di felicità, la prossima scossa avrà epicentro alla Flog”. L’esordio, come ho già detto, è bello carico e coinvolge in un climax inarrestabile. Vorrei Sapere Perché, Riuscire a Volare, Questa Vita e Simu Li Pacci vengono in rapida successione e preparano la strada al delirio che sarà I Love You, con tanto di pogo selvaggio sul finire.


Consulta anche: Agenda Concerti


A questo punto il più è davvero fatto perché Lu Sole, Lu Mare, Lu Ientu è un grido corale, tanto che un signore con la coppola in prima fila si dimena come un forsennato alzando una maglietta. “Ultrà Lecce” era il suo messaggio di felicità. Ma la coralità si esprime al suo livello più alto sulle note di Mammalitaliani, dove Cesko spinge il pubblico ad interagire nel brano, tanto che il microfono diventa davvero superfluo e l’atmosfera densa di un unico collettivo flusso sonoro. Il gruppo salentino continua con Sud-Est, Se Spegni Il Sole, La Luna Cadrà, Un Numero, prima di dare al pubblico la delusione dei saluti e rientrare nel camerino. Ma è veramente questione di secondi perché i 5 tornino sul palco sfoderando il tris Paris, Kalinifta, La Patchanka, che avrebbe steso anche il più resistente dei fan. La chiusura è un po’ come quando uno vince la finale dei mondiali di calcio e crolla a terra ridendo e piangendo di gioia. Erano tutti stesi lì sotto il palco a prolungare ancora un po’ l’emozione.

Autore: Emanuele Bazzaco
red_arrows