INTERVISTE

LE CAPRE A SONAGLI / INTERVISTA

Li abbiamo fortemente voluti nella compilation “72”, sia chiaro. Le Capre a Sonagli sono uno di quei gruppi che tengono alta la bandiera dell’originalità e fanno musica con incredibile passione, ma anche con costanza e professionalità. Domani presenteranno live il loro nuovo lavoro, “IL FAUNO” su etichetta #hashtag. Volevamo approfondire questo nuovo capitolo del collettivo bergamasco. E niente, li abbiamo intervistati.

– Dopo il grande successo dei vostri primi lavori “Le Capre a Sonagli”, ma soprattutto “SAdiCAPRA” siete tornati alla riscossa con un nuovo album su etichetta #hashtag, “IL FAUNO”, che state presentando proprio in questi giorni. Qual’è la sua storia? Come è nato, come ha preso forma? Quali le fonti d’ispirazione primarie per la realizzazione?

Innanzitutto buongiorno, ti ringrazio per le domande. L’approccio alla composizione del nuovo lavoro ha la stessa matrice dei precedenti lavori. La scelta di un giro, di un accordo e di un suono è legata essenzialmente ad un immagine. Collocare la mente in un preciso contesto fatto di colori, sapori e sensazioni, sta alla base della nostra composizione; questo attraverso un approccio viscerale e spontaneo.

– A questo punto possiamo parlare di un percorso artistico già delineato. Se doveste fare un’analisi in merito, quali i tratti di continuità e quali quelli di discontinuità rispetto al passato de “Il Fauno”?

Per questo album abbiamo tenuto costanti i punti di forza del precedente lavoro spingendo oltre il nostro livello di sperimentazione. Rispetto al precedente lavoro “IL FAUNO”, porta con sé una sperimentazione vocale più elaborata che svaria in più stili ed interpretazioni.
Lo stesso concetto di brano è cambiato, ogni canzone è infatti studiata all’interno di una successione ideale come fosse un unico grande brano. Abbiamo mantenuto inalterate le sonorità sporche , scordate e consumate. A livello tecnico “IL FAUNO” è un lavoro più tridimensionale, giochi di delay, revers e reverberi mirati, hanno arricchito il parco delle sonorità in essere, strizzando l’occhio alla psichedelia.


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– Da un primo ascolto mi sembra evidente che ci troviamo di fronte ad un concept album, che forse addirittura contiene all’interno altri mini concept-album. Quali sono i temi che affronta il disco? Dopo la cosmogonia dell’universo misterioso e lisergico delle “Capre a Sonagli”, cosa aggiunge o delinea meglio questo lavoro?

Corretto, il disco è un concept che si suddivide in 4 momenti distinti. Cosmogonia dell’universo misterioso e lisergico… ecco, queste sono le tematiche, cosa posso aggiungere a questa virtuosissima domanda? Concretamente, noi Capre nella fase di scrittura siamo solite suggestionarci con storie, personaggi e luoghi che spesso riempiono e traducono i brani o le idee musicali su cui stiamo lavorando. “IL FAUNO”, grazie alla sua narrazione ha una fortissima unitarietà, un legame tra i vari brani che forma un album-macrobrano; questa unitarietà è sicuramente un elemento che delinea maggiormente l’universo Capre.

– Cosa vi aspettate da questo disco? Quale il messaggio e le speranze che gli affidate?

Le aspettative sono altissime, così alte da essere nuvole, informi e in divenire (vogliamo fare tanti soldi, ma così tanti da sistemarci per tre generazioni). Raggiungere l’ascoltatore, riuscire a comunicare il mondo che abbiamo creato rimane il più grande GOL. “IL FAUNO” non vuole essere ermetico o di difficile interpretazione, vuole comunicare, utilizzando un linguaggio molto personale, quasi eccentrico.

– Il periodo immediatamente successivo a “SAdiCAPRA”, arrivando fino ad adesso, è stato denso per voi di live. Da quando vi ho visto nel 2013 su Palco dell’Arezzo Wave ho sempre pensato che la dimensione live fosse quella che vi dava più soddisfazione. Quale è il vostro rapporto con il palco ed il pubblico?

Per quanto riguarda la soddisfazione personale, il palco ed il lavoro in studio sono due mondi paralleli, molto distanti tra loro. Le emozioni, le frustrazioni e le soddisfazioni emergono in modi e forme totalmente diversi. Sicuramente la dimensione live mette in risalto l’istinto e la fisicità con cui ci approcciamo alla musica, ed attraverso questa comunicazione anche fisica è facile coinvolgere l’ascoltatore. Lo spettacolo che porteremo venerdì è l’esito della collaborazione di tante persone, amici, che come noi hanno creduto al progetto.

– A proposito di live, il 27 febbraio suonerete al Bloom di Mezzago insieme ai Moostroo per presentare appunto il vostro ultimo lavoro. Cosa vi aspettate dalla serata? E noi cosa dobbiamo aspettarci?

La serata al Bloom è l’inizio di un viaggio ma è anche l’esito di un percorso iniziato, un punto di svolta; questo evento dovrà essere una giornata di festa per tutte le persone che ci hanno accompagnato. Aspettatevi un live eterogeneo che vive di momenti differenti tra picchi di energia pura e momenti riflessivi… l’obiettivo è di farvi ritornare, non potrete più vivere senza Le Capre a Sonagli!


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Autore: Emanuele Bazzaco

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