FAMME CANTA’ / L’ESORDIO MUSICALE DI ANTONIO RAZZI

Antonio Razzi, noto ai più come comico, decide di intraprendere la difficile sfida del cantante presentando il suo primo singolo “Famme cantà”.
Diciamolo, contro ogni pronostico Antonio Razzi sta facendo tanto per questo paese: rende più facile il lavoro a sociologi e storici prestando il suo personaggio al fine di inquadrare un sistema socio-costituzionale difficile da comprendere, quanto da abitare, quanto da spiegare.
Antonio Razzi emblema della rivincita della Repubblica Platonica, possiamo sentire il filosofo greco rivendicarci un: “Vedete? Io l’avevo detto”.
Possiamo discutere della possibilità che dia una cattiva immagine del nostro paese all’estero, parlo di possibilità perché non è detto che negli altri paesi capiscano fino in fondo quello che è il fenomeno Razzi: un privilegiato senatore eletto con legge incostituzionale che dichiara apertamente il proprio interesse nel vivere alle spese dei contribuenti ironizzando e millantando questa sua passione tramite una canzone con la quale critica se stesso e la sua persona, ispirandosi in questo ad un comico genovese che ha ampliato il suo successo ironizzando sul senatore mentre lui ironizzava sul comico che ironizzava su lui (?!?!?). Come capire?
Non so, ma noi siamo una rivista che parla di musica, e di questo dobbiamo scrivere, compito difficile per una persona come me, le cui passioni sono musica e politica ed è la prima volta che due mondi cosi separati si trovano uniti, ma tutte le infinite analisi socio-costituzionali le lascio fare ad altri (penso ad un Michele Serra) perché è difficile, se non impossibile, scrivere le istruzioni per ridere di tale sviluppo.


Guarda anche: Intervista a Michele Esposito de “I Ministri”


La canzone è una ballata ritmica in quattro quarti, chitarre acustiche, pianoforte che accompagna con arrangiamenti jazz conditi da fiati. Il sapore musicale ricorda quello di quella musica ormai tramontata appartenente ad un secolo passato e proporre questi suoni è sicuramente una scelta coraggiosa per un nuovo artista.

Il testo della canzone me lo immagino nella pagina gialla degli approfondimenti dei libri di storia, tra il paragrafo della crisi del 2007 e quello del populismo anti-casta. Apparentemente semplice e banale, se lo si legge sotto diversi punti di vista è profondo quanto è profonda la sua manifesta banalità: Quasi a voler sembrare un genere letterario post-ermetico prende in analisi la libertà in tutte le sue forme, il titolo “famme cantà” ha molteplici significati che spaziano dal “famme sentì libero” , “famme prende il rimborso spese”, “famme sognà”, “famme campà” “famme arrivà alla fine del mese” fino ad arrivare all’auge della sua poetica “fatte li cazzi tua”.
Il video mostra un’anticipazione di quello che potremo assistere nei live: Antonio Razzi nella sua divisa da senatore che si esibisce coi selfie col bacio, giravolte atletiche, sorrisi e abbracci amichevoli con quello che sembra un povero esodato.
Cosa aspettarsi ancora da Antonio Razzi? Dimissioni? Nuovo album? Vendita settimanale dei suoi migliori successi in edicola al prezzo di 9,90€? Presidente della Repubblica? Ancora si può proseguire all’infinito, ma una cosa è certa. Antonio Razzi ci lascia con un interrogativo: artista Indie, Hipster oppure già Mainstream?


Autore: Giovanni Ducoli

red_arrows