ALTALENA BOY – VETULONIA DAKAR / LUCIO CORSI

Lucio Corsi rappresenta a mio parere una delle novità più fresche sul panorama musicale indie italiano. Uno stile molto personale e riconoscibile, una personalità già ben definita nonostante i 20 anni appena, sonorità allegre e scanzonate da scampagnata, testi surreali e irriverenti, un’attitudine alla scrittura fresca e brillante.
Totalmente estraneo alle tematiche principe nel mondo indie, il disagio, le crisi esistenziali e le sue declinazioni, Lucio Corsi è quello che non ti aspetti, è la spensieratezza e l’inverosimile racchiusi in musica, con il mood dei cantautori e cantastorie di un tempo dalle sfumature vintage e retrò.
Originario della Maremma, da Vetulonia in provincia di Grosseto, ora vive a Milano e ne patisce un po’ le conseguenze. Ha esordito live in un evento non da poco come il Miami Festival, aprendo la line up del Palco La Collinetta di Jack il 7 giugno 2014. Ha creduto in lui il lungimirante Federico Dragogna che si sta avventurando stabilmente (speriamo non troppo da distoglierlo da nuove release ministriche) nel mondo della produzione di artisti indie. Così Il 13 gennaio è uscito per Picicca Dischi, già label di Brunori Sas, Dimartino, Nicolò Carnesi e tanti altri, il suo disco d’esordio “Altalena Boy/Vetulonia Dakar”, compendio dei due EP con i quali si è fatto conoscere.
Ascoltando questi primi due “atti”, così vicini per rilascio temporale eppure già ben distinti per stile e tematiche, si avverte fin da subito la netta dicotomia tra i paesaggi rassicuranti della terra natia toscana “il cielo della Toscana mi accolse con calore” e il senso di estraniamento dall’ambiente milanese “Non c’è il sole sul Naviglio, non c’è il sole a Parco Sempione, neanche a pagarlo oro che guarda caso è il suo colore” come afferma in “Dinosauri”.
In Vetulonia Dakar si narra di storie inverosimili sullo sfondo di paesaggi bucolici ispirati dalla sua terra d’origine. Un legame così intenso da riecheggiare in molte delle tracce presenti, “a me piace la terra” afferma in “Dinosauri”. Con arrangiamenti scarni ma efficaci, Lucio ci porta in mondi assurdi fatti di animali, campagna, la sua maremma e uomini fuori dalle più comuni accezioni. Le suggestioni della campagna maremmana diventano la base su cui intessere fitte e talvolta criptiche trame. “Soren” ricorda i primi Punkreas “una sigaretta mi fa pensare alla fretta che metto nell’atto di fumare” ripetuto in loop accelerato e martellante.
In Altalena Boy, invece, si migra dalla campagna al concetto di spazio: quindi via libera a filastrocche in musica con protagonisti alieni, astronavi – #l’astronave parte dal letto e sfonda il soffitto e da’ il suo saluto alle mura# – Godzilla – #rispetto alle formiche sono alto come Godzilla/rispetto alle formiche sono forte come Godzilla/rispetto alle formiche sono grande come Godzilla# e altalena boy, la strana vicenda di un ragazzo che d’incanto svanisce e nulla di lui si viene più a sapere. Chiude il secondo EP una delle canzoni più interessanti “migrazione generale dalle campagne alle città” che inizia con un monologo in musica, un avvicendarsi tra cantato e parlato in una sorta di stream of consciousness delirante tra palazzi che vorrebbero essere grattacieli, piloti bassi meglio ancorati al suolo, metafore e associazione inusitate.
Nulla da eccepire, questo disco mi ha divertito. Anzi, solo tante potenzialità di crescita all’orizzonte!

Tracklist
– Vetulonia Dakar
1. Dinosauri
2. Soren
3. Le api
4. Cocomero
5. Canzone per me
– Altalena Boy
1. Altalena Boy
2. Alieni
3. L’Astronave
4. Godzilla
5. Migrazione Generale Dalle Campagne Alle Città

Autore: Carla Veccia

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