INTERVISTA > SEI TUTTO L’INDIE DI CUI HO BISOGNO

 Sei tutto l’indie di cui ho bisogno” è una delle community italiane più conosciute sul web, per quanto riguarda la musica indipendente Italiana, ed attualmente conta più di 6.500 mi piace alla loro pagina Facebook.

Abbiamo intervistato i ragazzi che se ne occupano e che, nel corso degli ultimi anni, hanno portato avanti questo progetto ottenendo un gran riscontro da parte del popolo di Facebook.

  1. La vostra avventura nasce il 17 ottobre 2013, poco più di un anno fa. Come è nata l’idea e la pagina “Sei tutto l’indie di cui ho bisogno”? Quali aspettative c’erano inizialmente intorno a questo progetto?

Sei Tutto L’Indie Di Cui Ho Bisogno, nasce per caso, istintivamente, dall’incontro tra me (Giuseppe) e Gian Marco. A casa mia a Roma c’era una stanza libera e viene occupata da Gian Marco a inizio ottobre 2013. La musica che esce fuori dalle casse del mio pc è la stessa che piace a Gian Marco e subito cominciamo a scambiarci un po’ di dritte musicali. Sentivamo il bisogno di comunicare con altri la passione per il fervente movimento indie italiano, e si accennava quasi per gioco a creare una pagina Facebook che fosse un vero e proprio agorà in cui far incontrare tutti coloro che amano scoprire e condividere la musica italiana indipendente. In quel periodo avevo nella mente il ritornello di “Pornobisogno” dei Management Del Dolore Post Operatorio che fa “Sei Tutto Il Porno Di Cui Ho Bisogno”. Una sera abbastanza anonima, giocando alla Playstation a un vecchio PES 2010 mentre si parlava di musica indie Gian Marco esclama: “Sei Tutto L’Indie Di Cui Ho Bisogno!”. Un piccolo colpo di genio che segnerà come un fulmine a ciel sereno i mesi successivi. La sera successiva senza pensarci troppo creo un logo, apro la pagina Facebook e Gian Marco si ritrova amministratore con me di quella pagina che doveva essere solo un passatempo. Personalmente pensavo che i fan che abbiamo in questo momento li avremmo raggiunti in diversi anni, ma Gian Marco era più ottimista, e a quanto pare ha avuto ragione lui.

  1. In quanti siete a collaborare nella pagina? Siete partiti con questo organico o piano piano nel tempo si sono aggiunti punti di riferimento? Lo avvertite come un progetto comune o individuale?

A distanza di poco più di un anno ad amministrare la pagina siamo rimasti in due, ovvero gli stessi fondatori. Lo avvertiamo come un progetto comune, ma non escludiamo in futuro di coinvolgere altra gente appassionata, creative e che ovviamente conosca bene il panorama indie italiano. Gli impegni personali sono tanti e non riusciamo ad andare oltre i 40 post la settimana.

  1. Ormai siete una delle community più conosciute sul web, per quanto riguarda il panorama indipendente italiano. Qual è il segreto del vostro successo? Siete partiti da zero come altri che però non sono emersi, quali sono state le mosse vincenti e quali eventuali errori che avete fatto nel tempo?

Ci fa molto piacere sapere che abbiamo messo insieme tante persone che amano scoprire musica diversa, rigorosamente italiana. Tra gli elementi che sono andati a nostro favore sicuramente aver colto il grande movimento di persone che negli ultimi anni segue musica indipendente e che ha come paladini gente come Vasco Brondi, Lo Stato Sociale, The Zen Circus, Brunori Sas,Tre Allegri Ragazzi Morti o vecchie glorie ancora sulla cresta dell’onda come gli Afterhours. Gente che usa i canali digitali per scoprire nuova musica, che frequenta gli stessi tipi di locali in Italia e che ama approcciarsi direttamente con il proprio idolo musicale attraverso i social e scambiando quattro chiacchiere nei backstage dei concerti.

Da un punto di vista della gestione tecnica della pagina i segreti penso che i punti di forza siano affrontare l’argomento con creatività, spirito partecipativo e buona dose di ironia, insieme ad una adeguata programmazione. Questo ci ha consentito di creare rubriche di discreto successo come “Scatto Col Vip Indie”, L’Indie Che Emerge e i vari sondaggi sull’indie italiano il sabato mattina. Altro elemento importante la conoscenza del mondo indie italiano che amo approfondire nei minimi dettagli ormai da diversi anni analizzandone gli aspetti artistici e discografici. Ciò ci consente di essere sempre sul pezzo. Di errori non parlerei, anche perché non siamo un’azienda che utilizza la propria pagina per fare fatturato. Sicuramente potrebbero essere migliorate molte cose, a partire dal numero di post giornalieri che andrebbe incrementato. Inizialmente avevamo difficoltà ad individuare il nostro target esatto poiché inizialmente eravamo orientati solo verso chi ascolta musica prodotta da etichette rigorosamente indipendenti, poi nei sondaggi comparivano nomi di artisti come Baustelle e Verdena, prodotti da major e allora abbiamo capito che il nostro pubblico è quello che considera l’indie come un approccio a prescindere dalla matrice puramente discografica.

  1. Quali sono le aspettative per il futuro? Come pensate possa evolversi il vostro progetto?

Le aspettative per il futuro crescono perché vediamo che c’è tanta gente e soprattutto tanti addetti ai lavori che seguono la nostra community. Sarebbe bello pensare a un festival o una compilation ad hoc a nome “Sei Tutto L’Indie Di Cui Ho Bisogno”. Ma questo per ora è solo un sogno.

  1. Come affrontate il tema della musica indipendente che attrae consensi, ma che magari a voi non piace? Preferite non parlarne? Ne parlate in modo più neutro? Dove deve fermarsi la passione e subentrare la mera “informazione”?

Ovviamente noi come tutti abbiamo artisti che ci piacciono di più, altri che ci piacciono meno o magari addirittura mal sopportiamo, a prescindere dal fatto che facciano parte tutti del mondo indie. Dato che il nostro obiettivo è quello di creare uno spazio aggregativo per tutti coloro che amano l’approccio indie alla musica italiana cerchiamo di non tralasciare nessun artista, di certo cerchiamo di dare più spinta a quelli che ci piacciono di più. Parlare di confine tra passione e informazione per la nostra pagina ci sembra un po’ troppo dato che non si tratta di una redazione ma siamo solo dei promotori di una comunità sulla musica indie italiana che cerca di dare spazio sia ai validi artisti in erba che suonano in cameretta che alla band affermata che vende migliaia di dischi su iTunes. Il tutto rigorosamente in salsa indie.

  1. Tra le info della vostra pagina abbiamo trovato il link di (S)contro Blog? Di che cosa si tratta? E’ gestito direttamente da voi? Pensate che un sito ed una pagina Facebook dello stesso progetto possano non essere strumentali l’uno all’altro? Mi spiego, è possibile non utilizzare i social per attirare visite su una pagina web o viceversa a seconda delle scelte editoriali, ma far convivere due realtà diverse con contenuti esclusivi, dandogli pari dignità?

(S)controBlog è appunto il mio blog di approfondimento sull’indipendente italiano e nasce molto prima di Sei Tutto L’Indie, precisamente nell’Ottobre 2011. La maggior parte delle volte gli articoli del blog vengono condivisi sulla pagina Facebook. Tuttavia il taglio è abbastanza differente da quello di Sei Tutto L’Indie, una community che utilizza di un linguaggio immediato, partecipativo e giovanile secondo i dettami della comunicazione mediante i social. (S)controblog rappresenta invece il luogo dove i fan più esigenti di Sei Tutto L’indie possono approfondire alcuni aspetti della musica indipendente italiana seguendo uno spirito da osservatore e ricercatore musicale: si parla ad esempio del rapporto tra musica indipendente e social media, suddivisione geografica dell’indie italiano etichete musicali e crowdfunding. C’è una leggera differenza anche nel target: mediamente più giovanile per Sei Tutto L’Indie e per un pubblico di età media più elevata per (S)controBlog. Alla fine è giusto dunque scindere due canali complementari ma fondamentalmente diversi.

 Autore: Valentina Genna

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