FOCUS ON > THE ZEN CIRCUS LIVE @ ALCATRAZ MILANO 13.03.2014

Dopo un anno di pausa e esperimenti musicali, come quello di Appino con “Il Testamento“, gli Zen Circus sono tornati e, con il loro nuovo album “Canzoni contro la natura“, uscito lo scorso 21 Gennaio, sono in giro per l’Italia, con il loro nuovo tour, a suonare e a regalare ai propri fans concerti strepitosi.
Io sono andata a vederli, per la mia prima volta, Giovedì 13 Marzo all’Alcatraz di Milano che, al mio arrivo, alle 21 circa, era già gremito di gente che occupava le prime file.
Sul palco trovo Giovanni Truppi, cantautore italiano dalla bizzarra personalità e dai testi ironici e molto ricercati che, accompagnato solamente dalla sua chitarra, regala un’esibizione affascinante e interessante; a seguire i Progetto Panico, giovane band spoletina dal sound molto originale, miscela tra Punk, Ska e Hardcore, che con le sue prime note fa scatenare il pubblico in un frenetico pogo.

Alle 22 è il turno dei The Zen Circus, l’Alcatraz è ufficialmente sold-out e il pubblico freme dall’ansia e dall’astinenza che ha dalla band; dopo una breve intro il Circo Zen sale sul palco e da inizio ufficialmente al concerto con “Canzone contro la Natura”, traccia tratta dall’omonimo ultimo album e che scatena il delirio tra il pubblico. Seguono brani tratti dai vecchi successi della band, come “Gente di merda”, “Vent’anni”, “We just wanna live”, “Andate tutti affanculo”, “L’Amorale”, “I Qualunquisti” e “Aprirò un bar”, fino ad arrivare a “Mexican Requiem”, brano tratto dal loro primissimo album “About thieves, farmers, tramps and policemen” del 1999.
Tra scambi di battute tra Appino e Ufo, l’esibizione di Karim con la washboard, le sigarette di Ufo, il TG di Lercio, che divide l’esibizione dal bis, e l’immancabile frase “Pisa Merda!” il concerto va avanti e la band propone cinque brani tratti dal nuovo album: “Viva”, “Postumia”, “Vai vai vai”, “No Way” e “Albero di Tiglio” suonando quindi, principalmente per tutta la serata, pezzi storici come “Canzone di Natale”, “L’Egoista”, “Fino a spaccarti due o tre denti” e per concludere in bellezza “Nati per subire”; il concerto si conclude e il pubblico, soddisfatto, li applaude e li acclama calorosamente.

Essendo il mio primo concerto dei The Zen Circus mi sono divertita un mondo, loro sono degli artisti e delle persone fantastiche e i live che regalano danno una forza e una adrenalina unica nel suo genere.
Ho amato il rapporto che i tre musicisti hanno il loro pubblico, è un qualcosa di così genuino e scherzoso, loro non se la tirano e non si danno arie per nulla, nonostante siano uno dei gruppi più importanti del panorama indie italiano.

ZEN_ALCATRAZ_INT

Le uniche critiche che voglio fare riguardano Appino, che durante il concerto mi è sembrato parecchio sottotono rispetto a Karim e Ufo, che hanno infatti scherzato e giocato per quasi tutta la serata, e anche la scaletta mi ha deluso parecchio. Essendo il tour di “Canzoni contro la natura” mi aspettavo molte più canzoni tratte dall’ultimo lavoro e invece, su una ventina di canzoni, ne hanno suonate solamente cinque tratte dal nuovo album. Avranno capito anche loro che questo ultimo disco non è uno dei loro lavori meglio riusciti?

Autore: Valentina Genna
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Nota della Redazione:

L’articolo è stato oggetto di una reciproca puntualizzazione tra il gruppo e l’autrice, che doverosamente riportiamo di seguito.

The Zen Circus – Carissima e distratta amica, la scaletta all’Alcatraz prevedeva 25 canzoni (non “una ventina”) e dal nuovo disco (che adoriamo incondizionatamente) ne suonammo 7, non 5 (quindi quasi tutto visto che contiene 10 brani). Non abbiamo MAI fatto così tanti brani di un nuovo disco in un tour, pensa te. Ma era il tuo primo concerto, quindi non potevi saperlo. Inoltre il sottoscritto non è “sottotono” nel suo essere meno ciarliero degli altri, né se la vuole tirare, ma semplicemente a dispetto di Ufo e Karim il nostro Appino canta ed urla per 25 canzoni consecutive, quindi si prende il tempo di rifiatare fra una canzone e l’altra proprio grazie alle chiacchiere dei due – meno canterini – compari. Scusa cara per la puntualizzazione e grazie per il tuo interessamento ma dovevo. Appino.

Valentina Genna – Caro Appino, innanzi tutto scusami per la mia distrazione nell’aver scritto “una ventina”, non volevo assolutamente mancare di rispetto a nessuno; per la scaletta non lo so, io l’ho presa dalla scaletta che un mio amico ha portato a casa dal concerto e, di canzoni del nuovo album, ce ne erano segnate 4/5, e infatti nemmeno io ne ricordavo altre, però sono ignorante e non sapevo che nei vecchi tour ne facevate ancora di meno di pezzi nuovi, quindi chiedo venia. Per il “sottotono” hai ragione, urli per 25 canzoni ed è difficile fare anche spettacolo sul palcoscenico, però quando ti ho visto le volte precedenti (nel tour da solista e nelle presentazioni), mi eri sembrato molto più “vivo” sul palco, e lo so che un concerto con gli Zen è molto più impegnativo, ma questa cosa me l’hanno fatta notare in tanti che sono stati anche ad altri concerti degli Zen. Detto questo, non volevo creare polemiche o fare critiche pesanti, ho scritto quello che pensavo credendo di non offendere nessuno, se però l’ho fatto chiedo scusa.

Emanuele Bazzaco – A titolo personale, in quanto redattore del sito mi sento di dire che tutto questo dimostra alcune cose:
– La grande attenzione del gruppo, ed in questo caso di Appino, nel considerare anche i siti minori di informazione musicale. E’ di estrema professionalità avere l’accortezza di valutare tutto ciò che viene scritto, indipendentemente dal potere della voce che lo esprime. Sono peraltro convinto che Andrea abbia visto tutti gli articoli di spassionato amore scritti in precedenza dai vari autori del nostro sito su di lui e sugli Zen in generale: Articolo 1Articolo 2
– Che Valentina ha avuto il coraggio di esprimere una sensazione strettamente personale legata ad una particolare esibizione, senza paura del contraddittorio.
– Che si può instaurare un dialogo proficuo nel reciproco rispetto e che Valentina ha avuto l’accortezza di ammettere limiti ed errori che può avere commesso a fronte delle doverose precisazioni del gruppo, ma anche di ribadire quella che è stata la sua sensazione sull’esibizione.
– Che i fan, come diceva Valentina della sensazione generale del pubblico, si aspettano prestazioni sempre più lunghe, cariche, perfette e modellate sulle loro aspettative senza considerare che appunto un artista da tutto se stesso urlando per 25 brani, che deve presentare tracce storiche e nuove, che suona su palchi per tutta la settimana. Questo perché purtroppo siamo tutti critici musicali come tutti allenatori di calcio. Nella specifica situazione di Valentina, vista anche la sua premessa “Essendo il mio primo concerto degli Zen Circus….” e le manifestazioni di umiltà alle quali ci ha abituato nei suoi articoli, le sue osservazioni sono legittime ed in piena buona fede. Per correttezza e trasparenza l’articolo verrà però doverosamente integrato con le precisazioni di entrambi.
Valentina non ti deprimere e continua l’ottimo lavoro che fai, Appino facci sognare (come sempre).

The Zen Circus – Macché offendere, assolutamente! Io leggo sempre tutto perché é il mio lavoro e il vostro sito per me vale quanto La Repubblica. Inoltre non mi permetterei mai di replicare ad una qualsivoglia recensione negativa. Sono solo pignolo, tutto qui  scusatemi e grazie di nuovo.